Lunedì, riapre la Vale e allora tutti di corsa a bere il suo incomparabile caffè. Lasciata Maria a scuola mi precipito al bancone per sapere le ultime che circolano in paese, e raccontare di sport. Della Parigi – Roubaix ha già detto tutto Atlante Bevilacqua che sta un po’ soffiando il ruolo di inviato per il ciclismo al Provocatore. Onore a Philippe Gilbert e alla sua grande vittoria anche da parte nostra. Il Bevilacqua e il Signore di Mombello Giuseppe il Conte Poroli erano, grazie a un viaggio virtuale, nel bel mezzo della foresta di Aremberg e han visto passare i corridori da vicino. Son rientrati nella notte evitando ovviamente di passare dalla Svizzera perché il Bevilacqua non si fida e ha promesso alla sua Viridiana di non rischiare altri problemi.

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Il Gozzano, che si è salvato, lo abbiamo già commentato ieri, sia io che il Provocatore, e anche la Juventus l’abbiamo liquidata. Cosa resta? Il dramma della Ferrari. Per il dodicesimo anno consecutivo dopo i proclami di inizio stagione al terzo GP è già tutto finito. Tre primi e tre secondi a disposizione al massimo, ogni team ha due auto, e la Mercedes tre primi e tre secondi ha fatto chiudendo i giochi. Oltretutto la Ferrari ha anche regalato il quarto posto all’arrembante Verstappen seguendo una strategia demenziale volutamente tesa a danneggiare Leclerc per favorire Vettel. Come se non si vedesse che il giovane suddito del Principe Alberto va come un treno e Vettel, svuotato da anni di sconfitte è un lontano parente del Sebastian quattro volte Campione del Mondo ai tempi della Red Bull.

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Ora Leclerc sarà sottoposto allo stesso trattamento dal team e una volta che Vettel sarà andato in pensione o all’Alfa Romeo potrà, demotivato e lento a sua volta, diventare capitano e rovinare il nuovo giovane che la Ferrari avrà preso nel frattempo, in una spirale interminabile di umilianti sconfitte per quello che una volta era il marchio di fabbrica del successo e della velocità e ora fa più ridere di Lapo Elkann. Intanto Hamilton vola.

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E ancora Valentino Rossi ha gettato probabilmente l’ultima possibilità di vincere una gara di MotoGP in carriera facendosi beffare da un semisconosciuto con la Suzuki, mi scuserete ma le moto le seguo poco, e finendo battuto in un GP delle Americhe dove tutto si era messo a suo favore. Anni fa non sarebbe successo, ma anni fa non aveva l’età che ha oggi.

Il tempo di salutare la Vale ed è ora di tornare a casa a scrivere.