Abbiamo atteso volutamente 48 ore prima di fare le nostre considerazioni finali sul campionato del Gozzano. Volevamo rifletterci sopra attentamente e dare un occhio a quanto sarebbe stato pubblicato dalla stampa, alle dichiarazioni ufficiali.

Quella della società è arrivata sulla pagina Facebook, molto elegante e signorile. Ringraziamenti per tutti, compresi i giocatori. Noi siamo ovviamente più liberi di dire la nostra senza vincoli di immagine, contratti e futuro. Quindi lo facciamo senza tirarci indietro.

Arezzo1

Innanzitutto bisogna dire che il risultato in se è stato quello su cui si puntava, cioè la salvezza diretta senza passare per i playout per garantire al nostro vaso di coccio, un comune di 5.600 abitanti, un’altra stagione tra i vasi di ferro. A ciò va aggiunto, se ne parla poco ma è un risultato straordinario, quel quarto di finale di Coppa giocato al Romeo Menti di Vicenza stadio dedicato a uno dei diciotto protagonisti dell’epopea del Grande Torino, contro una squadra di grande blasone e perso anche grazie a un arbitraggio non proprio amico. Quarti di finale di Coppa Serie C significa essere nei primi otto, di sessanta, non dimentichiamolo.

Quindi io di critiche alla società non mi sento di farne, anche per lo stadio si è fatto tutto il possibile collaborando al massimo con le istituzioni politiche cittadine. Il nostro pensiero però è molto diverso se andiamo a parlare dei giocatori.

ProVercelli1

Vinta la ormai famosa partita col Cuneo a Vercelli che ha di fatto reso certa la salvezza a metà gennaio, i giocatori hanno  smesso di essere interessati alle sorti del Gozzano. Certo tre di loro erano già certi di passare al Crotone, altri di non essere confermati, tuttavia lo stipendio lo hanno regolarmente percepito e lo percepiranno fino a giugno. Non la metto sul sentimentale, attaccamento alla maglia, rispetto per i tifosi, faccende che purtroppo nel calcio moderno non sono più o quasi considerate. Parliamo del dovere di offrire la miglior prestazione possibile in cambio del compenso economico. E questo non è avvenuto. Se non per qualche caso singolo, Junior Messias per citare il più evidente, ha dato tutto fino all’ultimo a differenza degli altri due compagni ceduti in Calabria con lui.

Sono i 3 miseri punti conquistati in quattro mesi e una classifica che è andata inarrestabilmente peggiorando di settimana in settimana a rendere evidente quanto affermo. A metà gennaio il Gozzano era a ridosso dei playoff, a fine campionato si è salvata battendo due squadre perché penalizzate, Cuneo e Lucchese e una, l’Albissola perché veramente troppo modesta per arrivarci dietro.

dalbertas1

Ebbene ora i detrattori potranno dire ” vi siete salvati solo sulle disgrazie altrui”. E’ ovvio che non è così, sono sicuro che se Lucchese e Cuneo non fossero state subissate dai meno in classifica si sarebbe fatto qualche punto in più, perché la tensione non sarebbe venuta meno e Pistoiese, Arzachena ed Olbia potevano essere sopravanzate con poco sforzo. I numeri però dicono che la salvezza è arrivata solo per la situazione di Cuneo e Lucchese e chi non ama Gozzano potrà dirlo liberamente.

Ora bisogna pensare al futuro. Ad inaugurare il nuovo D’Albertas, magari con un’amichevole di prestigio,  come diceva ieri in Piazza Matteotti il sindaco Carla Biscuola in occasione del suo saluto alla popolazione dopo dieci anni di mandato. E ad allestire la squadra per la prossima stagione in maniera che il sogno di restare tra i professionisti possa continuare.

Foto Claudio Bellosta.