Dunque Primoz Roglic, l’ex saltatore con gli sci sloveno ha dominato la prima tappa del Giro d’Italia 2019. Una breve ma insidiosa cronoscalata dal centro di Bologna alla cima del colle San Luca, con una salita finale di due chilometri davvero impegnativa.

IMG_20190511_210312_620.JPG

Il potente corridore sloveno non ha lasciato agli avversari che le briciole palesando una forma splendida. Se durerà per tre settimane o se non reggerà ai tapponi alpini questo lo dirà la strada. Per ora esaltiamo l’impresa di oggi.

Solo  Ciccone e Simon Yates, hanno fatto un tempo migliore di Roglic in salita, ma l’italiano ha volutamente passeggiato nei primi chilometri per puntare, obiettivo centrato,  al primo posto nel traguardo del GPM per una volta assegnato in base ai tempi di percorrenza dell’ascesa. Yates era un po’ staccato in piano e grazie al tratto finale compiuto un secondo più velocemente di Roglic ha conquistato il posto d’onore nella tappa. Terzo, e inatteso a questi livelli in una crono, Vincenzo Nibali a 23 secondi da Roglic. Il giovane Lopez, maglia bianca di miglior giovane, e il favorito per la maglia a Verona fra tre settimane Tom Dumoulin hanno concluso subito dietro a 5 secondi dall’italiano.

IMG_20190511_210338_476.JPG

Bellissimo lo spettacolo del pubblico assiepato sui duri tratti del San Luca. Molti i volti noti al villaggio VIP dove c’erano per noi il Conte Poroli e il Bevilacqua, visti in fitta conversazione con Alberto Tomba e il CT della nazionale su due ruote Davide Cassani. Un eccesso di tortellini e lambrusco ha fatto sì che non ci abbiano ancora inviato la loro corrispondenza. Ve ne riferiremo non appena arriverà.

Intanto abbiamo ovviato dal Caffè della Vale qui a Gozzano, anzi dal salotto di casa perché oggi il bar è chiuso. Oggi seconda tappa, da Bologna a Fucecchio, paese natale di Indro Montanelli, mio maestro di scrittura e giornalismo sia pure a distanza perché non ci siamo mai visti. Tre GPM ci piace sottolineare il passaggio sul San Baronto, reso celebre dalle telecronache di Riccardo Magrini. Alla fine dovrebbe essere un arrivo per velocisti. Sì ma non ti credere, direbbe il buon Magro…