Dunque Richard Carapaz ha vinto il Giro d’Italia numero 102. Al termine della due giorni delle Dolomiti cui dedichiamo un numero unico, tanto paventata quanto assolutamente ininfluente o quasi sulla classifica generale. Nibali e Roglic non ci hanno nemmeno provato. Il primo per raggiunti limiti anagrafici, però almeno ha blindato il secondo posto, ennesimo podio in carriera in un grande giro oltre ai quattro vinti. Il secondo perché corridore sopravvalutato, in primis dal nostro direttore, e che si è invece dimostrato totalmente inadatto a vincere una manifestazione come il Giro d’Italia.

Per le vittorie di tappa risorge Esteban Chavez e raddoppia Pello Bilbao, con Ciccone e Nibali che potevano fare ben di più, ma io sono incontentabile. Vediamo che ne pensa il Conte Poroli partendo dall’arrivo di venerdì a Santa Maria:

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” Anche oggi lo stesso film chi ha scritto la sceneggiatura di questo giro non ha avuto molta fantasia. Fuga scontata con uomini lontani in classifica il gruppo lascia fare e la fuga prende un gran vantaggio. Alla fine la spunta il sorridente colombiano Chavez che non è più ‘ il corridore di qualche tempo fa che si giocava la generale comunque ogni anno lascia il segno al giro.

Fra gli italiani bene i giovani Vendrame, sfortunato forse poteva anche vincere senza il problema meccanico, e Carbone sempre generoso. A svariati minuti arrivano i migliori ma sulle non proibitive rampe dell’ultima salita non succede granché. Solo Lopez riesce a guadagnare qualche secondo ma si tratta della lotta per il quinto sesto posto. Dietro si  è visto un Landa scalpitante che ha dovuto trattenersi per ragion di squadra, che avrebbe seguito volentieri il colombiano.

Domani ultimo tappone e penso che sia proprio Landa l’ago della bilancia, Avrà ancora voglia lo spagnolo di fare il gregario vista la condizione che si ritrova? Oppure proverà a giocarsi le proprie carte? In fin dei conti è lui il capitano della Moviestar. Riuscira’ Nibali ad approfittare di questa ipotetica guerra fratricida? Tutte risposte che avremo domani speriamo che ci facciano divertire anche se le forze rimaste sembrano veramente ridotte al lumicino.

Domani col Bevilacqua rimarremo nelle incantate montagne delle dolomiti anche lui pare stanco è seduto su una vecchia sedia a dondolo sulla veranda dell’hotel e tiene aperti a stento gli occhi. Andrò a cantargli una ninna nana.”

Non dormivo, stavo ovviamente riflettendo sui massimi sistemi del ciclismo. Ora una riflessione sul caso Lopez che stende un tifoso che lo aveva fatto cadere. Delinquenziale il comportamento dello spettatore ma Lopez alzando le mani si espone al rischio di una squalifica quando era ormai sicuro vincitore della classifica degli under25 e quindi maglia bianca a Verona. Essere campioni vuol dire anche saper essere freddi al momento giusto. Se non dovesse essere escluso dalla corsa la giuria compirebbe l’ennesimo errore. Il precedente c’è, quello di Vladimir Belli e allora la giuria fu inflessibile. Il Conte Poroli oggi torna alle pagelle:

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” Pello Bilbao 7,5: l’anno scorso lotta per la generale quest’anno vince 2 tappe bravo

Carapaz e Landa 7,5: i dominatori del giro fanno quello che vogliono si sono dimostrati i più forti

Ciccone 7,5: non ci sono più parole rischia di vincere anche oggi adesso si parla di possibile vincitore di futuri giri non dategli troppe pressioni e tenete conto di 2 cose ha perso 8 minuti in 2 cronometro e poi se sei in classifica non ti fanno mica entrare in tutte le fughe

Nibali 7: ha fatto un bel giro penso che abbia dato tutto l’unico errore è stato di fare la corsa su Roglic lasciando andare Carapaz e landa facendogli guadagnare i minuti decisivi

Sivakov e Carthy 6,5: mi sono sembrati i 2 corridori più futuribili per le prossime corse a tappe

Mollema 6,5: il solito regolarista

Yates 4: gran delusione non conta mai

Roglic 5: dominatore delle cronometro in salita deve sempre inseguire e non e’ mai protagonista mezza delusione

Majka e Zakarin 5: mancano di continuità come al solito e fanno a gara su chi va più a terra

Prendiamo le ultime boccate d’aria fresca delle Dolomiti e partiamo per l’inutile cronometro di Verona, conta solo per il terzo e quarto posto. Poi il ritorno a casa.”

Ancora uno sforzo per noi domani a Verona quindi. Vedremo chi vincerà la tappa e chi sarà terzo. Poi il Conte Poroli tornerà nel Castello di Mombello, mentre il vostro Atlante Bevilacqua sarà assente qualche settimana perché, per un errore giudiziario, ca va sans dire, dovrà andare a scontare un residuo di pena in un carcere della Costa Azzurra. ma non è impossibile io riesca a mandarvi qualche corrispondenza anche da là dentro. Abbiate fede.